Raffaele C.

Ho 53 anni. In passato non conoscevo nulla del Signore; sapevo però che c'era qualcuno che aveva creato il mondo e ciò mi faceva avere un certo rispetto per Dio. Oggi, guardando indietro la mia vita, comprendo che il Signore conosceva tutto di me e, nonostante io Lo ignorassi, Egli mi ha sempre preservato.
Ho vissuto parecchi anni nella tossicodipendenza: già all'età di 16 anni, frequentando le discoteche, ho cominciato a fumare hashish e marjuana. Facevo queste cose perché sentivo il bisogno di qualcosa che mi soddisfasse interiormente e pensavo di trovare così la maniera di colmare il vuoto che sentivo dentro ma non facevo altro che riempire i miei vuoti con l'eroina. Cominciarono i disastri perché più mi "bucavo", più il mio corpo aveva bisogno di droga ed io facevo di tutto per procurarmela. Cominciai così a rubare, finendo per la prima volta in carcere. Nemmeno durante i 24 giorni di carcere ho però riflettuto circa la gravità della mia situazione. Continuai così a vivere nella droga, passando anzi all'eroina ed andando sempre più verso il disastro e l'autodistruzione. Entrai di nuovo in carcere, questa volta per rapina; fu qui che, attraverso mio cognato, cominciai a sentir parlare del Signor Gesù.
A questo punto, desiderando uscire dal tunnel della droga, iniziai a frequentare le comunità per il recupero dalla tossicodipendenza ma, nonostante tre anni di questi tentativi, mi ritovavo sempre nella morsa della droga e mi sentivo perciò ancora più nella disperazione. Più di una volta arrivai addirittura a praticarmi un'overdose e, solo oggi, mi rendo conto di come Dio non ha permesso che la mia vita andasse in perdizione eterna. Quando mio cognato mi parlava di Gesù non volevo ascoltarlo perché in carcere uno tutto vuol fare eccetto che discutere delle cose che riguardano Dio. Quando però mio cognato mi scriveva, inviandomi dei fogliettini di un calendario con la Parola di Dio, li leggevo nonostante i compagni di cella mi deridessero. Non riuscivo a capire granché, ma continuavo a leggere con un certo interesse. Una volta uscito dal carcere, cominciai a frequentare una chiesa evangelica e man mano mi rendevo conto che c'era qualcosa di buono, anzi, desiderai sempre più di leggere la Bibbia finché la Parola di Dio iniziò a far breccia nel mio cuore. Una sera sotto una tenda di evangelizzazione ascoltai la predicazione e, quando il predicatore chiamò avanti quelli che desideravano essere liberati dalla droga, non volli perdere l'occasione. A mia vergogna, però, passò tanto tempo prima che facessi una reale esperienza spirituale. Intanto il Signore continuava a viglilare su di me perché voleva salvare l'anima mia.
Dopo tanto tempo, infatti, ricordo che feci una preghiera particolare a Dio e, con tutto il mio cuore, Gli dissi: "Signore, se mi trovo in questa chiesa non è per mia volontà ma è certamente perché Tu lo vuoi, ed allora, perché continuo a bucarmi?". Da quel momento il Signore mi liberò non solo dalla tossicodipendenza ma anche dal vizio del fumo, dalla superstizione e da altre cose. Mi sento finalmente una nuova creatura, ho sperimentato la nuova nascita ed il battesimo nello Spirito Santo di cui parla la Bibbia ed ora non vivo più nelle cose mondane, ma vivo nel Signore. Adesso, anche quando attraverso dei momenti poco piacevoli, posso confidare nell'aiuto del Signore perché so che solo Lui può calmare la tempesta della mia vita. Gesù, versando il Suo prezioso sangue alla croce, ha purificato il mio cuore e mi ha dato la certezza che un giorno, come promette la Sua Parola, Lo vedrò faccia a faccia.

Se una di queste testimonianze ti ha toccato e desideri porre delle domande direttamente all'autore, puoi farlo scrivendo a: scrivimi@adiquarto.it; indicando la persona a cui ti rivolgi.

Stampa questa pagina